Il Tribunale di Rimini ha riconosciuto il diritto ad una rendita INAIL del 30% ad un lavoratore metalmeccanico, dopo che l’Istituto aveva respinto le richieste presentate sia in sede amministrativa sia a seguito del ricorso medico-legale.
Il lavoratore, ex operaio metalmeccanico, aveva presentato tramite il patronato INCA-CGIL di Rimini domanda di riconoscimento per cinque patologie di sospetta origine professionale: ipoacusia, epicondilite bilaterale, STC bilaterale, tendinopatia della cuffia dei rotatori e patologia del rachide lombare.
L’INAIL aveva negato il riconoscimento, ritenendo non sussistente il nesso tra le patologie denunciate e l’attività lavorativa svolta.
Il giudice, sulla base della relazione del CTU, ha rilevato che "le patologie in esame sono tabellate, ma caratterizzate da un’eziologia multifattoriale".
Considerata la tipologia delle mansioni svolte e la durata dell’attività lavorativa, protratta nel tempo, ha tuttavia ritenuto che l’esposizione professionale avesse avuto un ruolo concreto nello sviluppo delle patologie denunciate.
Il giudizio si è quindi concluso con il riconoscimento del diritto alla rendita INAIL del 30%, con decorrenza dalla data della domanda. La sentenza ha comportato anche la liquidazione di un'importante somma di arretrati.
La decisione conferma un principio importante: anche in presenza di patologie a eziologia multifattoriale, l’origine professionale può essere riconosciuta quando il lavoro abbia contribuito in modo concreto all’insorgenza o all’aggravamento della patologia.
Un risultato reso possibile dalla determinazione del lavoratore, dal lavoro svolto dall’INCA CGIL di Rimini e dall’attività degli avvocati convenzionati, che hanno accompagnato il lavoratore nel percorso giudiziario fino al pieno riconoscimento dei suoi diritti.