L’INPS, con la Circolare n. 100 del 18 settembre 2026, ha fornito importanti chiarimenti sulle conseguenze derivanti dal superamento dei limiti di fruizione dei permessi previsti dall’articolo 33, comma 3, della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, quando il beneficio è riconosciuto a più lavoratori dipendenti per l’assistenza alla stessa persona con disabilità.
La circolare prende in esame, in particolare, due situazioni:
- il superamento del limite complessivo di tre giorni mensili;
- la fruizione contemporanea dello stesso giorno di permesso da parte di più lavoratori autorizzati ad assistere la medesima persona.
L’INPS chiarisce inoltre a chi debbano essere imputati gli eventuali indebiti derivanti da una fruizione non corretta dei permessi.
PIU' LAVORATORI POSSONO ASSISTERE LA STESSA PERSONA, MA I GIORNI RESTANO TRE
A seguito delle modifiche introdotte dal Decreto legislativo n. 105/2022, dal 13 agosto 2022 è stato eliminato il cosiddetto principio del “referente unico dell’assistenza”.
Questo significa che, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, il diritto ai permessi può essere riconosciuto a più lavoratori dipendenti per l’assistenza alla stessa persona con disabilità grave.
La possibilità di coinvolgere più familiari, tuttavia, non comporta un aumento del numero complessivo dei permessi disponibili.
Resta infatti fermo il limite di tre giorni di permesso al mese complessivi per l’assistenza alla medesima persona con disabilità. I tre giorni possono essere fruiti anche in modalità frazionata a ore, secondo le regole applicabili al rapporto di lavoro.
I lavoratori autorizzati devono quindi organizzare la fruizione dei permessi in maniera alternativa, evitando di utilizzare contemporaneamente lo stesso beneficio.
1. SUPERAMENTO DEI TRE GIORNI MENSILI: L'INDEBITO E' A CARICO DI CHI UTILIZZA I GIORNI IN ECCESSO
La prima situazione esaminata dall’INPS riguarda il caso in cui, complessivamente, vengano utilizzati più di tre giorni di permesso nello stesso mese per assistere la medesima persona.
In questo caso, secondo le indicazioni della Circolare n. 100/2026, i giorni fruiti oltre il limite sono considerati indebitamente utilizzati e l’indebito viene imputato al lavoratore che ha materialmente fruito dei giorni o delle ore eccedenti.
Un esempio
I lavoratori A e B sono entrambi autorizzati a utilizzare i permessi Legge 104 per assistere la stessa persona.
Nel mese di marzo:
- 5 marzo: permesso fruito dal lavoratore A;
- 18 marzo: permesso fruito dal lavoratore A;
- 25 marzo: permesso fruito dal lavoratore B;
- 30 marzo: permesso fruito dal lavoratore B.
Con la giornata del 25 marzo è stato raggiunto il limite complessivo di tre giorni.
La giornata del 30 marzo, pertanto, rappresenta una fruizione eccedente e viene considerata indebita.
In questo caso l’indebito viene imputato al lavoratore B, che ha fruito del quarto giorno.
Il principio da tenere presente è quindi semplice: una volta raggiunti complessivamente i tre giorni mensili, gli eventuali ulteriori giorni fruiti per la stessa persona assistita non sono coperti dal beneficio.
2. SE DUE LAVORATORI UTILIZZANO CONTEMPORANEAMENTE IL PERMESSO
Una seconda situazione riguarda la fruizione contestuale del permesso da parte di più lavoratori autorizzati ad assistere la stessa persona.
L’INPS precisa che non esiste una priorità temporale tra i diversi aventi diritto: i permessi devono essere programmati e coordinati in modo da garantire l'alternanza tra i lavoratori.
Se, invece, due lavoratori utilizzano il permesso nello stesso giorno per assistere la stessa persona, la violazione non viene attribuita esclusivamente a uno dei due.
L’indebito viene infatti ripartito in parti uguali tra i lavoratori coinvolti.
Un esempio
I lavoratori A e B sono entrambi autorizzati a fruire dei permessi per assistere la stessa persona.
Nel mese di marzo:
- 5 marzo: permesso fruito dal lavoratore A;
- 18 marzo: permesso fruito contemporaneamente dai lavoratori A e B;
- 25 marzo: permesso fruito dal lavoratore B.
La giornata del 18 marzo è stata utilizzata contemporaneamente da entrambi.
In questo caso l’indebito viene ripartito:
- 50% a carico del lavoratore A;
- 50% a carico del lavoratore B.
L’importo da recuperare viene rapportato, per ciascun lavoratore, al rispettivo orario di lavoro.
La nuova circolare rende particolarmente importante la programmazione preventiva delle giornate di permesso quando sono presenti più lavoratori autorizzati ad assistere la stessa persona. È quindi opportuno che gli aventi diritto si coordinino tra loro e concordino in anticipo le giornate nelle quali ciascuno utilizzerà il beneficio.
Per approfondire, leggi anche ---> LEGGE 104: COME CAMBIANO I CONGEDI E PERMESSI CON LA NUOVA LEGGE 106/2025