dipendenti pubbliciNegli ultimi mesi sono emerse diverse novità sul calcolo delle pensioni degli iscritti alle cosiddette ex Quattro Casse (CPDEL, CPS, CPI e CPUG). Si tratta degli enti previdenziali che, in passato, gestivano i trattamenti pensionistici di dipendenti pubblici, insegnanti, sanitari e ufficiali giudiziari.

Con le ultime leggi di bilancio e le successive circolari INPS, il quadro normativo è diventato complesso e non sempre di immediata lettura.

Vediamo quindi in modo semplice cosa prevedono le nuove regole e quali sono i punti critici da chiarire.

DA DOVE NASCE LA QUESTIONE

Le regole storiche di queste casse risalgono agli anni ’60 e prevedevano criteri di calcolo più favorevoli rispetto al sistema generale.

Con la legge di bilancio 2024 (legge 213/2023) il legislatore ha introdotto nuove aliquote di rendimento per armonizzare i trattamenti, generando però dubbi interpretativi.

LE NOVITA' DELLA LEGGE DI BILANCIO 2024

Dal 1° gennaio 2024 le pensioni degli iscritti alle ex Casse vengono calcolate con aliquote aggiornate, ma solo in due casi specifici:

  • Pensioni anticipate Fornero (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne);

  • Pensioni dei lavoratori precoci (41 anni di contributi).

Restano escluse le pensioni di vecchiaia e quelle con benefici particolari (lavori usuranti, ecc.).

Inoltre, chi aveva già maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2023 continua a rientrare nelle vecchie regole.

LE INTERPRETAZIONI DELL'INPS

Con le circolari e i messaggi operativi (in particolare la circolare 78/2024, la circolare 53/2025 e il messaggio 2491/2025) l’INPS ha fornito chiarimenti che in alcuni casi sembrano ampliare il campo di applicazione delle nuove regole.

Ad esempio:

  • Inclusione delle pensioni di anzianità con lavori usuranti;

  • Estensione a pensioni di vecchiaia particolari (in cumulo o derivanti da APE sociale);
  • Dubbi sulle pensioni di vecchiaia dei dipendenti pubblici cessati per limiti di età.

LA LEGGE DI BILANCIO 2025

La successiva legge di bilancio 2025 (legge 207/2024) ha modificato alcuni limiti ordinamentali nella pubblica amministrazione, ma non ha cambiato l’ambito di applicazione delle nuove aliquote introdotte nel 2024.

Pertanto, le regole dovrebbero continuare a riguardare solo pensioni anticipate e precoci. Tuttavia, le interpretazioni INPS restano in parte più ampie.

IL NODO DELLE PENSIONI DI VECCHIAIA

Il tema più delicato è quello delle pensioni di vecchiaia, che secondo la norma dovrebbero restare escluse.

Invece, dalle circolari emergono casi in cui l’INPS applica comunque i nuovi criteri, ad esempio per:

  • pensioni di vecchiaia differite;

  • pensioni in cumulo di più gestioni;
  • trattamenti legati a particolari rapporti di lavoro pubblici.

Questo genera incertezza tra chi si avvicina al pensionamento.

COSA SIGNIFICA PER I LAVORATORI

Ad oggi, la situazione può essere così riassunta:

  • Regola generale: le nuove aliquote si applicano solo alle pensioni anticipate e precoci;

  • Eccezioni interpretative INPS: possibili estensioni a casi non espressamente previsti dalla legge;
  • Salvaguardia: chi aveva i requisiti entro il 31/12/2023 resta con le vecchie regole.

SI ATTENDONO ULTERIORI CHIARIMENTI

Il quadro normativo è ancora in evoluzione. Per questo è importante che lavoratori e pensionandi si rivolgano al Patronato INCA CGIL per la verifica della propria posizione contributiva e dei requisiti maturati, così da evitare sorprese nella fase di liquidazione della pensione.

Contattaci ---> Uffici INCA CGIL in Emilia-Romagna